A Los Angeles, un evento unico: The Engadget Experience

Cinque installazioni. Cinquecentomila dollari. Un’unica data.

Questi gli ingredienti della prima edizione di “The Engadget Experience: Alternate Realities”, un evento unico per gli appassionati di arte e tecnologia, che si terrà il 14 novembre a Los Angeles.
Il festival, che ha messo a disposizione dei partecipanti 500.000 $ di finanziamento, nasce con l’intento di promuovere i nuovi media artistici che ora stanno ridefinendo gli orizzonti, non solo dell’arte, ma anche del gaming, dell’intrattenimento e della performance.
Spesso difficilmente accessibile, la nuova arte immersiva sarà alla portata di tutti per un solo giorno, durante il quale si incontreranno le menti più brillanti del panorama contemporaneo che si spingono oltre i confini del tradizionale, grazie a ciò che la tecnologia oggi può offrire.

Ad oggi l’agenda del festival è quasi completa e sono cinque le esperienze immersive proposte, che si estendono dalla realtà virtuale alla realtà aumentata fino all’intelligenza artificiale: “The Engadget Experience” è un’opportunità unica per osservare le sfide che deve affrontare chiunque lavori con media in continua evoluzione e dai confini ancora incerti.

1. “Dance with flARmingos”

Realizzata da cinque tra artisti, curatori ed esperti di tecnologia creativa (Kristin Lucas, Regine Basha, Tommy Martinez, Thomas Wester and Ben Purdy) per gli amanti della natura e non solo, “Dance with flARmingos” è un’esperienza di mixed reality che, mettendo in scena una danza virtuale tra umani e fenicotteri, vuole rendere omaggio al volatile dalle lunghe gambe, spesso vittima della negligenza ambientale ma sempre capace di grande spettacolo.
Per il suo ideatore, Kristin Lucas, la danza dei fenicotteri è un modo per andare oltre la tradizionale visione del mondo incentrata sull’uomo e affrontare ingenti problematiche ambientali attraverso l’uso delle nuove tecnologie e del gioco sensoriale.

2. “Dinner Party” DINNERPARTY_4K_B.jpg

Photo Credits: Digital Cave.

Sconsigliato ai deboli di cuore, “Dinner Party” è un thriller di realtà virtuale creato da quattro artisti e sceneggiatori (Laura Wexler, Angel Soto, Charlotte Stoudt and Saschka Unseld) e basato sulla storia vera di Betty e Barney Hill, le prime vittime di un rapimento alieno negli Stati Uniti. Dopo un inspiegabile e dimenticato incontro notturno, la coppia interrazziale del New Hampshire provò l’ipnosi per ricordare quanto fosse accaduto: terrorizzati da quanto potessero aver detto durante la seduta, invitarono degli amici a cena per ascoltare la registrazione… quanto inciso sul nastro non solo minacciava il matrimonio della coppia interrazziale, ma sollevava anche preoccupanti questioni legate alla razza, rilevanti oggi quanto lo erano negli anni sessanta: pronti a rivivere la stessa terrificante esperienza?

3. “Mapper’s Delight”

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Dedicata agli appassionati del rap e portata alla vita da tre creativi (Tahir Hemphill, David A.M. Goldberg and Nick Fox-Gieg), “Mapper’s Delight” è una favola culturale che racconta mondi ed esperienze attraverso la musica, Ispirata ai disegni di lucedi Pablo Picasso, l’installazione ha per protagonista un braccio robotico che, impugnando una penna luminosa e a ritmo di musica, traccia linee che si trasformano in sculture di luce: ciascuna forma così realizzata rappresenta la distanza globale percorsa dal contenuto del testo di ciascun artista selezionato. Lo spettatore può dunque immergersi in una realtà alternativa, che combina i riferimenti geografici di ciascun testo con l’esperienza visiva del viaggio musicale, di solito riservata ai soli rapper o agli esperti del settore.

4. “Untrained Eyes”

Concettuale e tecnologico, “Untrained Eyes” è un progetto di un artista (Glenn Kaino – link) e di un attore (Jesse Williams – link) che vuole portare l’attenzione sui problemi degli attuali metodi di apprendimento delle macchine, rivelando le sfide nascoste della creazione di algoritmi per l’intelligenza artificiale. Scenario dell’installazione è un salotto alle cui pareti sono appese dozzine di immagini incorniciate: una volta varcata la soglia, dopo pochi secondi, tutte le immagini cambieranno nello stesso istante, come se fosse stata eseguita una nuova ricerca. E le nuove immagini rappresenteranno tutte volti simili a quello dello spettatore al centro della stanza: impressionante e inquietante allo stesso tempo la reazione a catena generata, per cui tutti iniziano a cercare il “bersaglio” su cui concentrare la propria attenzione… siete pronti?

5. “Your Hands Are Feet”

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Se siete disposti a immergervi completamente nella realtà virtuale e a scoprire nuovi universi surreali, “Your Hands Are Feet”, installazione completamente al femminile (Amelia Winger-Bearskin and Sarah Rothberg – link), è quello che fa per voi. In una tranquilla cucina avrete a disposizione un cartone di sei uova, da raccogliere e gettare oppure da rompere sul piano di lavoro: ciascun uovo spalanca un portale per una diversa esperienza virtuale, e la cucina si trasforma in uno scenario surreale dove sarete immersi tra le nuvole, sorpresi da un terremoto o avere due piedi sinistri!

A corredo delle installazioni, “The Engadget Experience” offre una fitta agenda di appuntamenti, tra conferenze e seminari, che vogliono far luce sul futuro dell’arte, dell’intrattenimento, del gaming e anche dei social media.

Quindi, cosa aspettate? L.A. vi aspetta!

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